ciao,
oggi giornata particolare per me, è stato il mio ultimo giorno di lavoro in un posto dove ho lavorato per tre lunghissimi anni...è come quando si legge un libro..se pur noioso..controlli sempre quante pagine mancano alla fine e oggi per me è stato così..non vedevo l'ora di finire..perchè ho bisogno di qualcosa di nuovo..o anche che non sia di nuovo..ma di diverso..sicuramente tra un po sentirò la mancanza di non lavorare..e tra ancora altro tempo..mi inizierà il panico vero..quello di passare il tempo..senza avere uno scopo..o comunque un qualcosa da fare-..a pensarci bene ho tantissime cose da fare..ma il lavoro..è importante ti ci incavoli..dei giorni dici..oggi non mi va..oppure sono stanco non ce la faccio più..però tutte queste sensazioni quando non lavori ti mancano..certo non subito..ma dopo un po ne senti quasi l'esigenza fisiologica. va bè..a parte questo, vi voglio raccontare un episodio..che mi è successo in treno mentre tornavo da roma a colleferro:seduta vicino a me c'era una ragazza al telefono all'inizio non ci ho fatto molto caso alla conversazione..ero stanchissa ma poi non ho potuto non sentire la sua conversazione, ecco..per farla breve mi ci sono rivista..credo anche che fosse lo stesso periodo..ma dell'anno scorso..la ragazza vicino a me parlava credo anzi ne sono certa col suo ragazzo e si lamentava del suo non esserci, che tutte le volte che si avvicinava il fine settimana lui aveva sempre qualcosa da fare invece di uscire con lei.Noi donne siamo strane se la situazione che ci creiamo non è impossibile non siamo contente, dobbiamo stare lì..a sforzarci di capire cosa passa all'interno del cervello di un uomo..per poi amaramente scoprire che è molto più semplice di quello che pensavamo..forse siamo vittime del cubo di kubrik o delle parole crociate di bartezzaghi...chissà..io dal canto mio mi è dispiaciuto per quella ragazza che cercava di spiegargli quanto il suo ragazzo era importante per lei..ma senza dirglielo apertamente..ke ci volete fare siamo fatte così..
baci a tutti
dany
giovedì 25 giugno 2009
domenica 14 giugno 2009
..cosa mi rende felice...
ciao a tutti.
dopo l'appunto di viaggio del mio caro amico fabio che ora è tornato a barcellona..e dopo la lettera di oscar wilde sull'amore quale sentimento puro e universale torno a parlarvi di me.
questo post si intitola cosa mi rende felice..ebbene...possono passare anni ma le cose che mi rendono felici sono più o meno le stesse di qualche tempo fa:venerdì 12 sono riuscita ad andare a vedere il concerto di claudio baglioni..e sì ero felice..da morire..l'emozione che continua a suscitarmi tutte le volte che lo vedo sul palco e lo sento è incredibile,mi fa sentire viva...cercate di immaginarvi la scena piazza di siena a roma all'interno di villa borghese un palco dei musicisti, claudio, un video dietro di lui..buio..poi luce su di lui..un applauso lunghissimo...inizia a cantare silenzio fra il pubblico..è tutto perfetto...
oggi al mare sto con la mia amica raffaella decidiamo per tornare a casa invece di passare per la strada di farci il lungomare,incontriamo il mio migliore amico fabrizio con la muta da sub ci viene incontro con un sorriso strepitoso è a dir poco super contento ma non di vederci..,cioè lo sarà pur stato, ma di fare una cosa che lui adora che lo fa sentire vivo e felice di vivere: fare sub.ecco vederlo così a me fa star bene anzi molto bene, mentre torno a casa penso a questo a cosa ci rende veramente felice,io ero felice venerdì al concerto di baglioni è per lo più una sensazione che viene dal profondo e ti scalda il cuore e ti fa dimenticare tutto il resto in modo così naturale,e oggi il mio amico fabrizio vederlo così felice mi ha fatto rivivere la stessa situazione come in uno specchio.
un bacione a tutti..
dopo l'appunto di viaggio del mio caro amico fabio che ora è tornato a barcellona..e dopo la lettera di oscar wilde sull'amore quale sentimento puro e universale torno a parlarvi di me.
questo post si intitola cosa mi rende felice..ebbene...possono passare anni ma le cose che mi rendono felici sono più o meno le stesse di qualche tempo fa:venerdì 12 sono riuscita ad andare a vedere il concerto di claudio baglioni..e sì ero felice..da morire..l'emozione che continua a suscitarmi tutte le volte che lo vedo sul palco e lo sento è incredibile,mi fa sentire viva...cercate di immaginarvi la scena piazza di siena a roma all'interno di villa borghese un palco dei musicisti, claudio, un video dietro di lui..buio..poi luce su di lui..un applauso lunghissimo...inizia a cantare silenzio fra il pubblico..è tutto perfetto...
oggi al mare sto con la mia amica raffaella decidiamo per tornare a casa invece di passare per la strada di farci il lungomare,incontriamo il mio migliore amico fabrizio con la muta da sub ci viene incontro con un sorriso strepitoso è a dir poco super contento ma non di vederci..,cioè lo sarà pur stato, ma di fare una cosa che lui adora che lo fa sentire vivo e felice di vivere: fare sub.ecco vederlo così a me fa star bene anzi molto bene, mentre torno a casa penso a questo a cosa ci rende veramente felice,io ero felice venerdì al concerto di baglioni è per lo più una sensazione che viene dal profondo e ti scalda il cuore e ti fa dimenticare tutto il resto in modo così naturale,e oggi il mio amico fabrizio vederlo così felice mi ha fatto rivivere la stessa situazione come in uno specchio.
un bacione a tutti..
martedì 2 giugno 2009
"A lord Alfred Douglas,lunedì sera [29 aprile 1895], Carcere di S.M., Holloway
Mio carissimo ragazzo,questo è per assicurarti del mio amore immortale,eterno per te. Domani sarà tutto finito.
Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora più divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiché la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo è la meta e
l' incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione.
Il caro *** mi è venuto a trovare oggi. Gli ho dato parecchi messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi ha rassicurato: che a mia madre non mancherà mia niente. Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice. Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno diun Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l' Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia così strana. Non esporti all' Inghilterra per nessuna ragione al mondo.
Se un giorno, a Corfù o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe più dolce di quanto sia stata mai. Il tuo amore ha ali larghe ed è forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigionee mi conforta, il tuo amore è la luce di tutte le mie ore.
Se il fato ci sarà avverso, coloro che non sanno cos'è l'amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero.
Il nostro amore è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, è perchè la natura di quell' amore non è stata compresa.
Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi dà coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che è mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci proverò e lo farò. Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti così che quando viene mi possa dire cosa fai.
Credo che gli avvocati possano vedere i detenuti con una certa frequenza. Così potrò comunicare con te.Sono così felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in Inghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale.
Spero tu abbia copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti. Tendo le mani verso di te. Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore veglierà sulla mia vita. Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie.
Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato.
Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e più amabile. Oh! aspettami! aspettami! Io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti,devotamente il tuo, con un amore immortale.
Oscar".
Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora più divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiché la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo è la meta e
l' incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione.
Il caro *** mi è venuto a trovare oggi. Gli ho dato parecchi messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi ha rassicurato: che a mia madre non mancherà mia niente. Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice. Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno diun Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l' Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia così strana. Non esporti all' Inghilterra per nessuna ragione al mondo.
Se un giorno, a Corfù o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe più dolce di quanto sia stata mai. Il tuo amore ha ali larghe ed è forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigionee mi conforta, il tuo amore è la luce di tutte le mie ore.
Se il fato ci sarà avverso, coloro che non sanno cos'è l'amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero.
Il nostro amore è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, è perchè la natura di quell' amore non è stata compresa.
Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi dà coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che è mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci proverò e lo farò. Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti così che quando viene mi possa dire cosa fai.
Credo che gli avvocati possano vedere i detenuti con una certa frequenza. Così potrò comunicare con te.Sono così felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in Inghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale.
Spero tu abbia copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti. Tendo le mani verso di te. Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore veglierà sulla mia vita. Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie.
Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato.
Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e più amabile. Oh! aspettami! aspettami! Io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti,devotamente il tuo, con un amore immortale.
Oscar".
lunedì 1 giugno 2009
fabio è in perù..e questo è un suo racconto di viaggio..
Cammino per le vie di Nazca, con la mente impegnata a risolvere qualche importantissimo dilemma filosofico (tipo..chi vincerá la finale di champions league?), quando, d un tratto, ad un angolo di strada, assisto ad una scena apparentemente comune: c'é una vecchia "nazqueña" seduta su di un vecchio sgabello ed un signore che le lascia qualche spicciolo..la scena mi precede di qualche metro..dopo pochi passi sono io che mi trovo davanti alla vecchia..sono tentato di lasciare a mia volta qualche moneta ma mi assale un dubbio..non riesco a capire se l'uomo le ha fatto l'elemosina o se ha semplicemente pagato per una tavoletta di cioccolato, una caramella o qualcosa di simile...esito..ma decido di passare dritto..d altra parte da quando sono arrivato qui in peru sono spesso in preda ad uno strano senso d'inadeguatezza..ho l impressione che la gente mi guardi (come fa con tutti gli altri turisti d'altra parte..) e si dica.. " ma che cavolo ci sei venuto a fare qui? cosa c'é di tanto speciale da vedere qui..da spingere te "ricco europeo o americano" a passare le tue vacanze in questi posti dimenticati da Dio invece di andartene in qualche spiaggia caraibica?". Questo mi capita con quasi tutti gli indigeni che incontro per strada..probabilmente é un problema mio, probabilmente é un problema loro..sta di fatto che il senso d inadeguatezza si moltiplica quando si tratta di gente che chiede l elemosina..
Tornando indietro nel tempo mi sembra di riconoscere l origine di questo strano malessere..avró avuto piú o meno 10 anni e vivevo coi miei nonni in un piccolo paesino del salernitano..nella campagna..fra mucche, galline e conigli..a volte, d 'estate, vedevamo passare dei turisti..a piedi..e ricordo come se fosse ieri mia nonna che si chiedeva che cavolo ci facessero dalle nostre parti..cosa ci fosse da vedere..che doveva certamente trattarsi di gente coi soldi che non sapeva come impiegare tempo e danaro...ecco, mia nonna, non riusciva a capire..come probabilmente non riesce a capire la gente del posto qui in perú...o forse sono io che non riesco a capire?
Dopo aver fatto il biglietto dell autobus che mi porterá ad Arequipa, torno indietro e di nuovo, nello stesso angolo, incontro la vecchia..esito ancora..ma stavolta mi fermo..cerco nelle tasche e le porgo qualche spicciolo..la vecchia mi guarda..ha uno sguardo fiero..quasi accigliato..guarda i soldi ma non li prende né stende la mano..a quel punto temo di averla offesa...e vado, quasi scappo via...umiliante ed umiliato allo stesso tempo...non ho neanche il coraggio di guardare indietro..mi sento malissimo..
E´strano come si dimentichino in fretta, grandi o piccole che siano, le cose che ci fanno star male..poco piú tardi ripasso per la stessa via..gia penso a tutt'altro..e proprio mentre mi rendo conto che sto per arrivare di nuovo all angolo della vecchia..mi accorgo..non senza provare un certo sollievo..che la vecchia non c'é piú..non c'é neanche la sgabello..ma il sollievo diventa sconcerto quando vedo che in quell angolo sono rimaste soltanto delle monete sparse per terra alla rinfusa...
Tornando indietro nel tempo mi sembra di riconoscere l origine di questo strano malessere..avró avuto piú o meno 10 anni e vivevo coi miei nonni in un piccolo paesino del salernitano..nella campagna..fra mucche, galline e conigli..a volte, d 'estate, vedevamo passare dei turisti..a piedi..e ricordo come se fosse ieri mia nonna che si chiedeva che cavolo ci facessero dalle nostre parti..cosa ci fosse da vedere..che doveva certamente trattarsi di gente coi soldi che non sapeva come impiegare tempo e danaro...ecco, mia nonna, non riusciva a capire..come probabilmente non riesce a capire la gente del posto qui in perú...o forse sono io che non riesco a capire?
Dopo aver fatto il biglietto dell autobus che mi porterá ad Arequipa, torno indietro e di nuovo, nello stesso angolo, incontro la vecchia..esito ancora..ma stavolta mi fermo..cerco nelle tasche e le porgo qualche spicciolo..la vecchia mi guarda..ha uno sguardo fiero..quasi accigliato..guarda i soldi ma non li prende né stende la mano..a quel punto temo di averla offesa...e vado, quasi scappo via...umiliante ed umiliato allo stesso tempo...non ho neanche il coraggio di guardare indietro..mi sento malissimo..
E´strano come si dimentichino in fretta, grandi o piccole che siano, le cose che ci fanno star male..poco piú tardi ripasso per la stessa via..gia penso a tutt'altro..e proprio mentre mi rendo conto che sto per arrivare di nuovo all angolo della vecchia..mi accorgo..non senza provare un certo sollievo..che la vecchia non c'é piú..non c'é neanche la sgabello..ma il sollievo diventa sconcerto quando vedo che in quell angolo sono rimaste soltanto delle monete sparse per terra alla rinfusa...
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