sabato 4 ottobre 2008

arsenico e vecchi merletti

ciao a tutti..

oggi sono andata ad accompagnare un mio amico a fare shopping..e il bello nel fare una cosa che può sembrare ai più molto futile..è meravigliarsi di trovare persone che in un modo o nell'altro ti stupiscono..mi spiego meglio:tra i vari negozi molto belli di grandi marche con capi veramente eccezionali e con commesse e commessi più o meno gentili ho trovato due isole felici..la prima isola è un negozio che vende esclusivamente cravatte.In questo negozio piccolo e abbastanza lontano dai fasti del centro di roma si vendono cravatte di ogni genere e per tutti i gusti dalle più estrose alle più classiche.I propietari sono 2 gay non giovanissimi e fra di loro c'è un rapporto di complicità anche se era la prima volta che ci andavo, ho notato i loro tacito(o no) accordo di trattare i clienti.Ma la cosa che più mi ha colpito è stato come mentre uno dei due ci serviva l'altro seduto ad un angolo lo osservava come se fosse lì per vedere se fosse bravo..se le cose che aveva scitto nel suo curriculum fossero vere..per poi invece addolcire lo sguardo mentre sapientemente sfilava le varie cravatte in mostra per farcele vedere più da vicino.Uno sguardo di soddisfazione per la professionalità e la cura con cui ci mostrava gli articoli e la dolcezza di chi è fiero di stare con una persona così..e dello stupore che si prova nel continuare ad amarlo nonostante il tempo e la routine quotidiana..La seconda isola riguarda un negozio ancora più particolare è un negozio che vende sigari si trova in pieno centro a roma..è tutto di legno scuro..profuma di tabacco ovviamente..è una specie di luogo senza tempo..si accede in una stanza a temperature prestabiilita dove in ogni scaffale ci sono scatole di sigari..di vario tipo..con nomi affascinanti e numeri e colori diversi,Mentre il mio amico diceva i tipi di sigaro che voleva l'uomo era sempre più soddisfatto i suoi occhi si illuminavano..il viso si rassereneva..mentre apriva le varie scatole e toccava i sigari per vederne l'esatta consistenza..una serie di gesti sapientemente dosati, fatti di profonda conoscenza e passione.E' stato bello per me assistere a questo rito..a quanta passione e a quanta dedizione ci può essere nel fare il proprio lavoro.
Può sembrare a chi leggreà questo post le mie considerazioni abbastanza banali..e ci può stare, ma vi giuro che in questo periodo di presappochismo nei sentimenti e di superficialità in quello che quotidianamente si fa e si vede questi due negozi sembrano uscire fuori da dei vecchi film come quello interpretato da cary grant "arsenico e vecchi merletti".

p.s.:grazie mario...

4 commenti:

Nemo ha detto...

E' l'accoppiata sigaro-gay, a preoccuparmi :)

Anonimo ha detto...

la tua riflessione non è banale.
mi ha fatto venire in mente un passo di un libro di Primo levi, che ti regalo. Ogni volta che la leggo, mi da i brividi, forse perchè non amo il mio lavoro.

Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono. (...) Per esaltare il lavoro, nelle cerimonie ufficiali viene mobilitata una retorica insidiosa, cinicamente fondata sulla considerazione che un elogio o una medaglia costano molto meno di un aumento di paga e rendono di più; però esiste anche una retorica di segno opposto, non cinica ma profondamente stupida, che tende a denigrarlo, a dipingerlo vile, come se del lavoro, proprio od altrui, si potesse fare a meno, non solo in Utopia ma oggi e qui: come se chi sa lavorare fosse per definizione un servo, e come se, per converso, chi lavorare non sa, o sa male, o non vuole, fosse per ciò stesso un uomo libero. E’ malinconicamente vero che molti lavori non sono amabili, ma è nocivo scendere in campo carichi di odio preconcetto: chi lo fa, si condanna per la vita a odiare non solo il lavoro, ma se stesso e il mondo.

(Primo Levi, La chiave a stella)

daniela ha detto...

per nemo:ci avevo pensato..da una parte ho sorriso..dall'altra non era sicuramente intenzionale..per anonimo:bella la frase..giustissima..ed è vero che mette i brividi...
mi fa piacere che ognuno di voi sia colpito da qualcosa in quello che ho scritto..vorrei un giorno essere ank'io citata per una frase di un mio libro..in un post o di risposta ad un post di una persona che scrive su quanto è strana la vita..
dany

Anonimo ha detto...

Ciao Daniela, ho letto il tuo post, e sono affascinato dal modo in cui hai descritto le 2 situazioni, quasi a rendermi partecipe della scena, devo dire che l'argomento .. gay e sigari ... non sono fra i miei preferiti, ma ho letto il tutto con molto piacere. e son d'accordo con le tue riflessioni.