Cammino per le vie di Nazca, con la mente impegnata a risolvere qualche importantissimo dilemma filosofico (tipo..chi vincerá la finale di champions league?), quando, d un tratto, ad un angolo di strada, assisto ad una scena apparentemente comune: c'é una vecchia "nazqueña" seduta su di un vecchio sgabello ed un signore che le lascia qualche spicciolo..la scena mi precede di qualche metro..dopo pochi passi sono io che mi trovo davanti alla vecchia..sono tentato di lasciare a mia volta qualche moneta ma mi assale un dubbio..non riesco a capire se l'uomo le ha fatto l'elemosina o se ha semplicemente pagato per una tavoletta di cioccolato, una caramella o qualcosa di simile...esito..ma decido di passare dritto..d altra parte da quando sono arrivato qui in peru sono spesso in preda ad uno strano senso d'inadeguatezza..ho l impressione che la gente mi guardi (come fa con tutti gli altri turisti d'altra parte..) e si dica.. " ma che cavolo ci sei venuto a fare qui? cosa c'é di tanto speciale da vedere qui..da spingere te "ricco europeo o americano" a passare le tue vacanze in questi posti dimenticati da Dio invece di andartene in qualche spiaggia caraibica?". Questo mi capita con quasi tutti gli indigeni che incontro per strada..probabilmente é un problema mio, probabilmente é un problema loro..sta di fatto che il senso d inadeguatezza si moltiplica quando si tratta di gente che chiede l elemosina..
Tornando indietro nel tempo mi sembra di riconoscere l origine di questo strano malessere..avró avuto piú o meno 10 anni e vivevo coi miei nonni in un piccolo paesino del salernitano..nella campagna..fra mucche, galline e conigli..a volte, d 'estate, vedevamo passare dei turisti..a piedi..e ricordo come se fosse ieri mia nonna che si chiedeva che cavolo ci facessero dalle nostre parti..cosa ci fosse da vedere..che doveva certamente trattarsi di gente coi soldi che non sapeva come impiegare tempo e danaro...ecco, mia nonna, non riusciva a capire..come probabilmente non riesce a capire la gente del posto qui in perú...o forse sono io che non riesco a capire?
Dopo aver fatto il biglietto dell autobus che mi porterá ad Arequipa, torno indietro e di nuovo, nello stesso angolo, incontro la vecchia..esito ancora..ma stavolta mi fermo..cerco nelle tasche e le porgo qualche spicciolo..la vecchia mi guarda..ha uno sguardo fiero..quasi accigliato..guarda i soldi ma non li prende né stende la mano..a quel punto temo di averla offesa...e vado, quasi scappo via...umiliante ed umiliato allo stesso tempo...non ho neanche il coraggio di guardare indietro..mi sento malissimo..
E´strano come si dimentichino in fretta, grandi o piccole che siano, le cose che ci fanno star male..poco piú tardi ripasso per la stessa via..gia penso a tutt'altro..e proprio mentre mi rendo conto che sto per arrivare di nuovo all angolo della vecchia..mi accorgo..non senza provare un certo sollievo..che la vecchia non c'é piú..non c'é neanche la sgabello..ma il sollievo diventa sconcerto quando vedo che in quell angolo sono rimaste soltanto delle monete sparse per terra alla rinfusa...
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1 commento:
ciao fabio,
leggo le tue memorie sempre con grande curiosità cerco di immaginarti per le vie delle città in cui ti trovi, riesci sempre anche con poche parole a cogliere lo spirito del luogo, se è vero che siamo cittadini del mondo che ogni luogo è la nostra terra, bè..tu ne dai una chiara testimonianza.si può essere a contursi e meravigliarsi dei turisti, si può essere in un paesino del perù e meravigliarsi allo stesso modo, credo che questa sia in sè la meraviglia più grande.
Forse ai più sfugge questo semplice concetto che si può andare dovunque..ma se non si ha la capacità di sorprendersi o notare anche le piccole cose..si può tranquillamente restare a casa sul divano e collegarsi al canale di viaggi di sky.
un bacione
dany
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